Cos'è davvero il matcha
Il matcha non è un tè verde qualsiasi ridotto in polvere. Nasce dal tencha: le piante vengono coperte e tenute all'ombra per circa tre settimane o più prima del raccolto. L'ombra fa aumentare la teanina e la clorofilla e riduce alcune catechine: da qui il verde intenso e un gusto più dolce, meno astringente. Dopo il raccolto le foglie vengono cotte al vapore, essiccate senza essere arrotolate, private di steli e nervature e infine macinate finissime — tradizionalmente con una macina di pietra, che ne produce circa 40 grammi l'ora. E poiché la polvere si scioglie nell'acqua, con il matcha si beve la foglia intera.
Un po' di storia
Il tè in polvere, sbattuto con una frusta, nasce nella Cina della dinastia Song. In Giappone la tradizione attribuisce al monaco Eisai, tornato dalla Cina nel 1191, il merito di averlo diffuso; nei monasteri zen il tè in polvere entrò nei riti e nella vita quotidiana. La cerimonia del tè prende forma tra il XV e il XVI secolo, e la coltivazione all'ombra che dà al matcha di oggi il suo verde brillante comincia a Uji, vicino a Kyoto, verso la fine del Cinquecento.
«Cerimoniale»: una parola da prendere con cautela
Su molte confezioni si legge ceremonial grade. Vale la pena sapere che non è una classificazione ufficiale giapponese: è un termine nato fuori dal Giappone, usato soprattutto nel marketing. In Giappone il matcha si descrive piuttosto per uso — usucha, il «tè leggero», montato fino a fare la schiuma, e koicha, il «tè denso», con il doppio della polvere e metà dell'acqua — oltre che per raccolto, metodo di macinatura e prezzo. Il consiglio pratico: fidati del colore, del profumo e del gusto in tazza, più che delle etichette.
Come lo prepariamo
Da FYSA ogni matcha viene montato a mano con il chasen, la frusta di bambù tradizionale, ricavata di solito da un unico pezzo di bambù, fino a ottenere una schiuma fine. Niente frullini elettrici. L'acqua non deve essere bollente: le indicazioni vanno all'incirca dai 70 ai 90 °C, perché nel tè verde l'acqua più calda estrae più caffeina e catechine, e quindi più amaro.
I matcha di FYSA
Il nostro menu matcha: il Matcha Latte, caldo o freddo — il modo più semplice per cominciare —, lo Strawberry Matcha, matcha e fragola, solo in versione fredda — uno dei più ordinati —, il Dirty Matcha, il Cloud Matcha e il Matcha Soda. Nelle bevande con il latte puoi scegliere anche latte d'avena, di soia o di mandorla. Poi c'è la linea all'ube, l'igname viola delle Filippine: l'Ube Matcha è a strati, con l'ube sul fondo, il latte con il ghiaccio e il matcha montato in cima. Dell'ube e delle altre bevande della linea abbiamo scritto in Ube a Roma.
Se è la tua prima volta
Parti dal Matcha Latte freddo: il latte arrotonda, il freddo rinfresca, ed è il modo più semplice per capire se il gusto ti piace. La volta dopo prova la versione calda, dove il profumo si sente di più. Ricorda che il matcha contiene caffeina, come il caffè: se ci sei sensibile, meglio non berlo a fine giornata. E se hai fame, accanto ci sta bene il nostro avocado toast o qualcosa dal brunch, servito tutto il giorno.
Anche da asporto
Tutti i nostri matcha si possono prendere da portar via, nel bicchiere FYSA. Se invece vuoi fermarti, c'è il Wi-Fi gratuito e un tavolo per lavorare o studiare.
Dove trovarci
FYSA è a Piazza di Ponte Lungo 1, Roma — quartiere San Giovanni / Appio Latino, al confine con il Tuscolano, a 1 minuto a piedi dall'uscita «Piazza Ponte Lungo» della Metro A. Aperti tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Ci trovi anche su Instagram come @fysa_cafe.